Ludovico Einaudi, 23 novembre, Auditorium di Roma
Ludovico Einaudi, 23 novembre, Auditorium di Roma
Una vera e propria esperienza di estasi mistica. Schivo, pacato, suona proprio come ti aspetti che faccia ascoltando i suoi dischi. E infatti parte dalle esecuzioni dell'ultimo disco, "Una mattina", che rivela un nuovo aspetto della sua vita. Per me che l'ho conosciuto ascoltando "Le onde", il disco piu' noto, con il pezzo usato da Nanni Moretti in "Aprile", Einaudi era sinonimo di malinconia, di spazi vuoti, di pensieri che vagano. Ora invece racconta la sua vita familiare, gli affetti, le piccole cose di ogni giorno, popolando i suoi spazi delle suppellettili per la prima colazione, come e' evidente fin dalla copertina del suo nuovo disco.
Accompagnato da Marco Decimo al violoncello, torna poi alle vecchie produzioni, quelle che hanno creato la setta di appassionati che fra Italia e Regno Unito affolla le sue esibizioni. E allora "Eden Roc", "Luce dei miei occhi", "Fuori dalla notte", "Melodia africana", "La nascita delle cose segrete", per chiudere con "Le onde", portano allo spettatore esigente le emozioni cercate.


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