29.11.04

Sakamoto, 28 novembre, Auditorium di Roma



Il titolo è incompleto. Ryuichi Sakamoto E Christian Fennesz. Nel senso che il secondo interviene sulla musica del primo.
Tutta la prima parte del concerto non è male. Una volta superato il primo pezzo, in cui lo shock di vedere Sakamoto non suonare il lungo pianoforte a coda posizionato sul palco e' forte, i due si intendono bene, dando vita a un genere molto in voga: il musicista ed il rumorista. Il rumorista interviene con effetti elettronici sulle frasi di piano. Ogni tanto imbraccia una chitarra elettrica. Sakamoto suona disteso, ogni tanto si alza a percuotere con la mano le corde del piano. La cosa nel complesso e' piacevole, e si distende per circa un'ora, fino a quando i due si alzano, salutano, ed escono. Sarà una pausa, pensi, e hai la conferma con sollievo pochi secondi dopo. Ritornano per i bis, e Sakamoto attacca "Forbidden colors", fra il visibilio del pubblico. Peccato che (secondo me) lui se la ridacchi, perchè proprio quando ti stai lasciando cullare dalla melodia orientaleggiante, arrivano le pernacchie del rumorista. Non può essere vero, pensi, ed invece e' proprio così.
"Oramai sono cambiato, avete voluto il pezzo vecchio? Bene, ve lo faccio così, e pazienza se non vi sta bene".