6.1.05

Pippo Delbono - Guerra



Pippo Delbono - Guerra - Locanda Atlantide, 19 dicembre 2004

Delbono è un regista atipico, per vari motivi. E' capace di raccogliere come nulla fosse un successo enorme al Festival di Avignone ("Urlo", la scorsa estate, clamoroso) ed in giro per i grandi teatri italiani, ed andare a parlare una sera in un locale-centro sociale di San Lorenzo. Quando per caso vedo il cartoncino che annuncia la proiezione di "Guerra" non credo al fatto che possa realmente intervenire. Un'ora di immagini toccanti, che raccontano la tournee in Palestina ed Israele del suo omonimo spettacolo. Vedere un bambino con una pistola giocattolo a me fa sempre un pò strano, ma vedere bambini palestinesi che giocano con pistole giocattolo fa molto più strano. Il vecchio che inveisce contro i paesi occidentali, chiedendo perché gli abitanti di quella terra sono stati lasciati soli, invece di prendersela con "gli ebrei cattivi" afferma che si tratta di gente come loro, e che per anni hanno potuto vivere insieme. Alla fine sono mostrati anche estratti dallo spettacolo teatrale, e vedendo come sulla scena ci siano persone sofferenti a causa della guerra, a me viene da chiedere come si fa a mettere in scena uno spettacolo del genere in un posto del genere. Perciò, quando alla fine della proiezione Delbono arriva davvero, non resisto. Lui tranquillo mi risponde che fa quello che gli pare, e se ci riesce è perché ha fatto una scelta, quello di non farsi imporre nulla da nessuno e prodursi gli spettacoli da solo, anche il film l'ha prodotto da solo grazie al digitale. Poi si mette a raccontarmi di come due dei suoi attori, un minorato mentale ed un ragazzo down, hanno fatto da mediatori con le persone incontrate per strada, sia i palestinesi che i soldati israeliani si rendevano conto da subito come quei due non rappresentassero una minaccia e si mettevano a giocare con loro. Talmente atipico da aver preso in casa con sè il minorato mentale ed averne fatto un attore sensibile e commovente.