30.8.05

Agotha Kristof - Trilogia della città di K.

"Una prosa di perfetta, innaturale secchezza, una prosa che ha l'andatura di una marionetta omicida" - G.Manganelli.

Due gemelli, le atrocità e le privazioni della guerra, un'umanità che lotta per sopravvivere in un paese dall'Est europeo. I gemelli vengono affidati dalla madre ad una nonna che in realtà è una vecchia strega avara ed inacidita dall'età e dall'astio della gente del paese che la crede autrice dell'assassinio del marito. Vivono in due ma come una persona sola, inscindibili ancora di piu' di quanto non abbia fatto la natura generandoli contemporaneamente.
Anche la forma del racconto lo enfatizza: l'io narrante è infatti la prima persona plurale.
Lavorando per la nonna crescono, formando il proprio carattere in una sequenza di esercizi simili all'addestramento di un marine più che all'educazione di un bambino.

Esercizio di accattonaggio

Indossiamo abiti sporchi e laceri, ci togliamo le scarpe, ci sporchiamo la faccia e le mani. Andiamo in strada. Ci fermiamo, aspettiamo. Quando un ufficiale straniero passa davanti a noi, alziamo il braccio destro per salutare e tendiamo la mano sinistra. Nella maggior parte dei casi l'ufficiale passa senza fermarsi, senza vederci, senza guardarci.
Finalmente un ufficiale si ferma. Dice qualcosa in una lingua che non capiamo. Ci fa delle domande. Non rispondiamo; restiamo immobili, un braccio alzato, l'altro teso in avanti. Allora fruga nelle tasche, posa una moneta ed un pezzetto di cioccolato sul nostro palmo lercio e se ne va scuotendo la testa.
Continuiamo ad aspettare.
Una donna passa. Tendiamo la mano. Lei dice:
- Poveri bambini. Non ho niente da darvi.
Ci accarezza i capelli.
Diciamo:
- Grazie.
Un'altra donna ci dà due mele, un'altra dei biscotti.
Una donna passa. Tendiamo la mano, lei si ferma e dice:
- Non vi vergognate a chiedere l'elemosina? Venite da me, ci sono dei lavoretti facili per voi. Tagliare la legna, per esempio, o lucidare la terrazza. Siete abbastanza grandi e forti. Dopo, se lavorate bene, vi darò della minestra e del pane.
Rispondiamo:
- Non abbiamo voglia di lavorare per lei, signora. Non abbiamo voglia di mangiare ne' la sua minestra ne' il suo pane. Non abbiamo fame.
Lei domanda:
- E allora perchè chiedete l'elemosina?
- Per sapere che effetto fa e per osservare la reazione della gente.
Andandosene grida:
- Piccole sporche canaglie! Screanzati, fare queste cose!
Rientrando, gettiamo nell'erba alta che costeggia la strada le mele, i biscotti, il cioccolato e anche le monete.
La carezza sui capelli è impossibile gettarla.

I due bambini crescono insieme fra piccole abiezioni e prove di sopravvivenza, fino al momento in cui improvvisamente decidono di separarsi. Da questo punto non provate a tener traccia di chi sia Claus e chi Lucas. Le due vite si separano ma si fondono in una serie di prove dolorose che la vita gli presenta, e che alla fine convergono quando i due gemelli separati si riincontrano.
Non fate l'errore di pensare che sia solo un libro triste. E' come non poter fare a meno di informarsi sulla cronaca di un cataclisma naturale, qualcosa di inevitabile da cui non ci si riesce a staccare se non quando arriva da solo alla fine, come un treno che arriva alla stazione indipendentemente dalla nostra volontà.

Il treno è una buona idea.

Agotha Kristof - Trilogia della città di K. - Einaudi Tascabili - pp. 379